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Parrocchia di Zovencedo


  • Chiesa di Zovencedo - San Nicola di Bari

    San Nicola di Bari (Zovencedo)

  • Chiesa di Zovencedo - San Nicola di Bari

    San Nicola di Bari (Zovencedo)

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    San Nicola di Bari (Zovencedo)

La Chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari

Festa del patrono: 6 dicembre

Il territorio di Zovencedo apparteneva all’antica Corte di Barbarano donata al Vescovo di Vicenza nel secolo X dai re Ugo e Lotario di Provenza, che comprendeva “tutto il territorio, parte fertile pianura, parte montuoso e parte paludoso, che giaceva tra la Valle di Grancona e la Liona ad occidente, e i confini di Nanto e Vo presso gli Euganei a oriente”, di cui il Vescovo nel 1268 si proclamava “Re, Duce, Conte e Marchese”.
In questi luoghi il Vescovo esercitava, almeno in parte, i diritti di Signoria: amministrava la giustizia, imponeva una serie di tasse sui pascoli, sulla pesca, sulla caccia, nominava i saltari o guardie dei campi e i decani, riscuoteva i pegni, le multe, i dazi, le imposte, i pedaggi. “Al Vescovo spettavano per diritto di dominio le decime sui beni coltivati e su quelli inculti che per bonifiche venissero ridotti a coltura, detti perciò novali”, eccetto il quartese che era della chiesa locale.
Il castello di Zovencedo viene nominato per la prima volta in un diploma imperiale rilasciato alla Chiesa vicentina nel 1158 da Federico Barbarossa, dove compare tra quelli riconosciuti di proprietà del Vescovo.
Il clero in questo periodo viveva in vita comune con il presbyter (o archipresbyter) della pieve di Barbarano ed era addetto al servizio di questa unica chiesa, a cui confluivano i fedeli dei paesi limitrofi. Nel 1187 nella casa dei Canonici di Santa Maria di Barbarano troviamo un Presbitero Domenico Pedret de Zovenzedo.
Con l’abbandono della vita comune del clero, nei secoli XI e XII si formarono le prime parrocchie o “cappelle”, che progressivamente acquistarono una certa indipendenza dalla chiesa matrice più antica e vennero dotate dei rispettivi benefici parrocchiali smembrati dalla pieve. Tra gli obblighi rimasti: il sabato santo il parroco doveva andare a Barbarano alla benedizione del cero e a ricevere gli oli santi. La parrocchia di Zovencedo, quindi, sorse probabilmente nel 1200.
Nel 1297 da papa Bonifacio VIII fu imposta nella Marca Trevigiana (che in quel tempo comprendeva anche il territorio vicentino) la decima su tutti i benefici ecclesiastici la cui rendita annua superasse la somma di sette libre. Nelle Rationes Decimarum dell’archivio vaticano compare l’Ecclesia de Zovencedo, ma il suo beneficio parrocchiale viene esentato da tale onere perché non raggiungeva la rendita minima richiesta.
“Nel 1316 il castello doveva avere ancora una certa efficienza; è dello stesso anno, infatti, un atto di investitura col quale il vescovo Sperendio concedeva "una casa con tetto di coppi posta nel castello, vicino alla porta del castello". In quel tempo dentro quel complesso si trovava anche la casa del Comune.
Tra gli antichi Presbiteri o Parroci troviamo nel 1329 un certo Princivale, nel 1392 Rolando de Tergesto (da Trieste), nel 1418 Giovanni de Alemania (dalla Germania), nel 1425 Ornofio de Aquila.
Il territorio della parrocchia di Zovencedo comprendeva anche la località di Cornocapra, dove all'inizio del Quattrocento venne costruita una chiesetta dedicata a San Gottardo. Nel 1426 un testatario lasciava alcuni beni al parroco di Zovencedo a condizione che questo venisse periodicamente a celebrare una messa in quella chiesa. Solo nel 1939 la chiesa di San Gottardo verrà staccata dalla matrice di Zovencedo ed eretta in parrocchia.
La chiesa di Zovencedo fu restaurata o ricostruita nel 1700, ai tempi del parroco Giacomo Fracanzano (1721-1747) come risulta da un altare datato 1741, ma divenendo in seguito «pericolosa per i fedeli che vi accedono, e pressoché deficiente» (aveva l'ingresso a ovest, incassato tra il monte e la facciata, in quanto l'altare era “orientato”, cioè rivolto ad oriente, verso Gerusalemme), venne nuovamente ricostruita alla fine dell'Ottocento (parroco Francesco Pellizzari, 1884-1910), quando assunse la forma attuale, con l'ingresso ad est.
Tra i parroci che restarono più a lungo in parrocchia ricordiamo Marc'Antonio Prosdocimi (1806-1836), Domenico Pigato (1836-1878), Antonio Tamerlini (1912-1948) e Carlo Godi (1948-1990). Il 30 maggio 1948 c’è stato l’ingresso ufficiale di don Carlo Godi.

a cura di: Flavio Dalla Libera

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