Parrocchia di Grancona


  • Chiesa di Grancona - San Pietro Apostolo

    San Pietro Apostolo (Grancona)

  • Chiesa di Grancona - San Pietro Apostolo

    San Pietro Apostolo (Grancona)

  • Chiesa di Grancona - San Pietro Apostolo

    San Pietro Apostolo (Grancona)

La Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo

Festa del patrono: 29 giugno

La chiesa fu costruita sulla sede di un antico castello vescovile eretto anche qui a protezione delle indifese popolazioni dei Berici a seguito dell’invasione degli Ungheri (899). Dopo l’investitura di Ezzelino II, detto “il monaco”, da parte dell’imperatore Ottone IV di Germania nel 1203, il luogo che era ben fortificato servì da ritrovo e rifugio ai vicentini contrari a tale nomina (i cosiddetti “fuoriusciti”); per questo, poco dopo fu assalito e distrutto dal terribile feudatario.
Sopra quelle rovine la chiesa di San Pietro Apostolo che, nonostante dipendesse dalla pieve di Altavilla, alla fine di quel secolo era già parrocchiale. Lo attesta la presenza di un incaricato al governo di questa comunità, certo Johannes Prebyter, che pose la sua firma nelle Rationes decimarum, l’importante documento vicentino compilato tra il 1297 e il 1303. Da una visita pastorale del 1530 risulta che la chiesa subì una ricostruzione in quel periodo, mentre l’edificio neoclassico attuale fu innalzato tra il 1873 e il 1885 e benedetto il 19 aprile 1885. Attorno agli anni ’30 del secolo scorso fu ulteriormente restaurata, completata e ben decorata. Vari edifici antistanti alla chiesa e di proprietà della parrocchia sono stati sono stati venduti il secolo scorso. Rimane invece testimone di una intensa attività parrocchiale la notevole struttura della “Casa San Pio X”, con molte aule e cinema, attualmente sottoutilizzate.
Dell’antico castello rimangono solo poche tracce bibliografiche, ma osservando dall’intorno lo sperone roccioso su cui sorge il nucleo parrocchiale si può immaginare la fortificazione del luogo ancora oggi denominato Castellaro. In chiesa si conserva tra l’altro una pala del 1727 di Giovanni Antonio De Pieri (1671-1751) che ai piedi del Patrono e di San Giovanni Battista ha dipinto un paesaggio con la rocca: verosimilmente di Grancona. Curiosa è una nota cronistoria redatta all’inizio del secolo scorso ma che riferisce di una situazione di un secolo prima: “In questo anno (1800, ndr) si istituisce un triduo solenne in suffragio dei morti in memoria di una terribile grandinata che gli ultimi di agosto di questo anno stesso devasta il territorio della parrocchia. Il triduo nei primi anni conservò il suo vero spirito cristiano di pietà inverso dei morti, ma che presto, causa forse il concorso dei forestieri attratti dalla curiosità di vedere una grande tettoia di lenzuola sotto della quale si predicava perché angusta la chiesa, degenerò in un tempo di divertimento, in un baccanale, ove specialmente fino a qualche anno si ballava non lungi dalla chiesa (1)".
Nella visita pastorale del 1871 il vescovo Giovanni Antonio Farina osserva che la chiesa è “angustissima” e, secondo il suo parere” di nessun gusto architettonico”. Così si giunse alla decisione di erigere una nuova come stava succedendo anche in altri paesi del circondario.
L’impegno e l’orgoglio dei fedeli legati alla costruzione della nuova chiesa è tramandato anche da un detto popolare sulle tre meraviglie di Grancona: “il campanile alzà per basso, il pozzo sfondà per alto, e la cesa fatta senza schei” (2).

(1) All’originaria “tettoia di lenzuola” si è oggi sostituita una grande struttura che protegge le varie iniziative festose del “Triduo di Grancona”: ricorrenza molto conosciuta nel territorio vicentino et ultra.
(2) La torre campanaria, eretta ex novo ricorda il luogo fortificato: l’imboccatura del pozzo, in antico situata all’interno e alla base dell’antica incastellatura, fu parecchio rialzata e resa accessibile alla popolazione con la costruzione di una bella esterna edicola; la chiesa fu costruita con grande cooperazione di maestranze e popolo a cui concorsero 600 Lire dal Comune per le sole spese della merlatura in pietra del campanile.

Testo a cura di:
Giuseppe Baruffato – Volontario ARSAS incaricato alla conservazione degli archivi parrocchiali dell’UPV

Grancona - Inaugurazione della nuova chiesa


Il 19 aprile 1885 la chiesa fu solennemente benedetta e aperta al pubblico culto.

Ecco come il giornale del tempo, “Il Berico” racconta l’avvenimento:
“Ieri 19 aprile si solennizzò l’inaugurazione e fu per il buon popolo di Grancona una festa veramente straordinaria, la cui memoria resterà incancellabile nei piccoli fasti della sua storia.
Da qualche sera il suono allegro delle campane e gli spari dei mortaretti annunciavano ai paesi limitrofi che qui si stava preparando la festa cotanto desiderata. Mons. Cavedon, Vicario Generale, montato in cocchio del Nob. Giovanni Dott. Borroni arrivò qui felicemente alle 9 ant. Ed alle 10 principiò la benedizione della nuova chiesa fra una folla di popolo che tutto lieto in volto assisteva devoto alla sacra cerimonia. Quindi celebrò la S. Messa accompagnata dalla società orchestrale di Sossano, presieduta dal sig. Agostino Concato. Al Vangelo l’arciprete di Brendola con parola semplice e chiara tessè il relativo discorso. A mezzogiorno s’andò a pranzo, ammannito con buon garbo dal parroco locale. Frai convitati, oltre a dieci sacerdoti, erano le autorità locali a cominciare dal Sindaco ed i primi possidenti. Alle tre e mezza pom. si rientrò in chiesa per le Sacre Funzioni, Vespero, Litanie, Pange Lingua e si terminò colla benedizione del Venerabile. La chiesa tanto al mattino che al pomeriggio era affollatissima e tutto procedette con ordine e tranquillità. Dopo le sacre funzioni i bravi filarmonici di Brendola, vestiti della loro uniforme e diretti dal Conte Cav. Piovene con pezzi perfettamente eseguiti decoravano la cara festa, che fu chiusa nell’imbrunire con illuminazione e fuochi d’artificio.
Lode pertanto al benemerito parroco, che in modo splendido vide coronati i suoi desideri. Lode alla spettabile e solerte fabbriceria che tanto cooperò per rendere più maestosa la festa.
Lode pure ai terrazzani che, non badando a gravi dispendi ed alle fatiche, vollero innalzare al Dio vivente un nuovo tempio.
Il Signore sparga su di voi, o Granconesi, copiose le sue benedizioni e l’opera vostra sia un verace testimonio ai posteri, che in epoca delle più funeste e terribili per sociale e morale pervertimento, quale al presente percorrete, non era punto venuta meno in voi la concordia e la fede operosa”.

Di così grande avvenimento Don Giuseppe dal Cortivo lasciò scritta la seguente epigrafe latina:

Mentre era Papa Leone XIII
Vescovo di Vicenza G.A. Farina
Parroco Giuseppe Dal Cortivo
con i soldi del popolo
questo tempio
dopo 12 anni dalle fondamenta
fu dedicato a San Pietro Apostolo
alla presenza del Vicario generale Monsignor Cavedon
per ricordo perenne.

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